Le ragioni del NO

7) Questo progetto mediante trattamento termico (540° – 560°) basato sul processo di pirolisi NON
È COMPATIBILE con il D.lgs 152/2006 “Norme in materia ambientale” pubblicato sulla Gazzetta

Ufficiale n. 88 del 14/04/2006 supplemento ordinario n. 96;

8) L’impianto proposto, stoccando centinaia di tonnellate di pneumatici, oli di sintesi e solventi
(tutti altamente infiammabili) rientra nell’ambito degli stabilimenti a RISCHIO INCIDENTI RILEVATI e
le aree circostanti sono estremamente vulnerabili e penalizzanti per tutto il territorio circostante
con un concreto rischio di degrado e compromissione ambientale.

9) In base al PRINCIPIO DI PRECAUZIONE (art. 191 del Trattato di Maastricht – sul funzionamento
dell’Unione Europea) si rendono necessari 3 elementi che non risultano accertati alle carte dei
proponenti:
a) identificazione dei potenziali rischi
b) una valutazione scientifica realizzata in modo rigoroso
c) la mancanza di una certezza scientifica che permetta di escludere ragionevolmente la presenza
di rischi identificati;

10) Per quel che riguarda le EMISSIONI DI SOSTANZE INQUINANTI in atmosfera la documentazione
presentata dalla società proponente presenta una serie di carenze tecniche che sollevano molti
dubbi sulle previsioni di impatto ambientale che lo stesso proponente ha fornito.
In particolare in relazione all’impatto sulla salute si rileva che i dati sugli inquinanti emessi non
sono supportati nè da certificati relativi ad impianti analoghi (non risultano essere in funzione in
Italia ed Europa impianti simili), né tanto meno da calcoli specifici che comprovino senza ombra di
dubbio l’efficacia della tecnologia proposta (i dati sugli inquinanti e sulle emissioni sono stati
condotti con sistema modellistico);

11) Nel PIANO DI MONITORAGGIO è previsto solo il monitoraggio delle polveri totali, mancano
indicazioni circa importanti microinquinanti quali PCB, idrocarburi clorurati cancerogeni, IPA,
metalli pesanti e altre sostanze tossiche;

12) Non si fa accenno alcuno al fenomeno ed alla problematica del bioaccumolo e quindi alle
ripercussioni a medio-lungo termine a livello di SALUTE ed AMBIENTE.
Ricordiamo che il bioaccumolo di sostanze tossiche può avvenire o direttamente dall’ambiente in
cui l’organismo vive o attraverso l’ingestione lungo le catene trofiche oppure in entrambi i casi.
Nonostante tale fattore varia da specie a specie e da sostanza a sostanza bisogna comunque
sottolineare che elevati fattori di biaccumulo sono responsabili del fenomeno di amplificazione
delle concentrazioni nei composti ambientali che va dai livelli di traccia a livelli tali da risultare
preoccupanti.

13) La IET afferma che “…..l’impianto sarà realizzato in un’area a vocazione industriale senza
interessare aree agricole produttive di particolare pregio”.
Questa affermazione è falsa in quanto delle oltre cento aziende agricole presenti nel raggio di due
chilometri dall’area dell’impianto una decina ha avuto riconoscimenti, nazionali ed anche
internazionali, sul versante qualitativo per i settori vitivinicolo, cerealicolo e orticolo.
L’affermazione è quindi fuorviante e svilisce il lavoro fatto da generazioni di agricoltori che nei
secoli hanno mantenuto un territorio e dato lavoro e valore aggiunto alla nostra zona.

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